Mobilità dolce: energia sostenibile?

Il settore energetico tradizionale è tra le attività con i maggiori “costi esterni” derivanti dal suo utilizzo. Sia che si parli di fonti di energia esauribili come le risorse fossili (idrocarburi, carbone, gas naturale), nucleari (uranio, ad es.), o rinnovabili permane il problema della trasformazione, dello stoccaggio e della distribuzione dell’energia prodotta.
Passaggi caratterizzati da un coefficiente di spreco molto elevato, a cui aggiungere i costi associati a danni ambientali (costi esterni: effetto serra, emissioni di gas inquinanti, disastri ambientali).
La soluzione attuale proposta per ottimizzare lo stoccaggio e l’utilizzo dell’energia da parte del consumatore finale è l’utilizzo di accumulatori come le celle a litio. 
Piccole ed efficienti permettono alla maggior parte dei dispositivi portatili e ai nuovi mezzi di trasporto green di alimentarsi. 

 

La batteria al litio

La produzione di batterie, grazie alla tecnologia delle celle a ioni di litio, si è decuplicata negli ultimi dieci anni  moltiplicando la diffusione delle utilities più disparate e dando un impulso decisivo alla mobilità elettrica. 
Il litio ha inoltre consentito lo sviluppo e la diffusione di sistemi di accumulo locali, che permettono di avvalersi in maniera efficiente a livello individuale e di piccole comunità della produzione di energia “in proprio” da fonti rinnovabili.
Il mercato delle batterie a litio è in continua crescita. Si registra un incremento del CAGR (Compound Annual Growth Rate – tasso di crescita composto) di circa il 19% per il 2025, pur nella limitatezza delle risorse (litio e cobalto) presenti in natura e dalla modalità di approvvigionamento causa di sfruttamento umano e naturale nelle poche fonti da cui vengono estratti, come Congo, Bolivia, Cile e Argentina.

 

Il problema del fine vita degli elettronici

Una parte consistente della filiera dei prodotti elettronici, la maggior parte dei quali poco durevoli, una volta esaurita la loro funzione, viene smaltita nelle discariche non subendo alcun tipo di trattamento per il suo riutilizzo a causa della anti-economicità della attività di differenziazione dei materiali eterogenei che la compongono.

cosa intendiamo per design responsabile

l’importanza dell’upcycling

Recentemente, grazie anche a campagne di sensibilizzazione ed a segnali di un cambiamento nello stile dei consumi, seppure in una misura insufficiente a generare l’effetto massa critica, si diffondono concretamente esempi di buone pratiche volte a considerare sempre più il rifiuto non come scarto ma come valore.

Il processo di upcycling, ossia l’utilizzo di materiali di recupero altrimenti destinati allo smaltimento indifferenziato, per creare nuovi oggetti dal valore intrinseco maggiore dei suoi componenti, hanno coinvolto designer, piccole imprese, operatori sociali, progettisti di soluzioni innovative, impegnati in molti piccoli modelli di economia circolare, che in qualche misura riescono a superare il problema della sostenibilità economica. Esempio italiano di questa buona prassi è Alisea.

accumulatori seriali

Vogliamo inserire nella filiera delle celle al litio utilizzate nei pc, negli elettroutensili e nella mobilità elettrica dolce, per l’utilizzo del loro potenziale residuo, terminato il ciclo di vita a cui erano destinate.

La cella al litio recuperata e i suoi materiali di supporto possono avere una seconda vita: Il nostro progetto si prefigge la realizzazione di una rete di raccolta dei battery pack di celle di litio su scala locale e la ricerca e la progettazione di un laboratorio open source per il riutilizzo delle celle. La rete di raccolta include anche il riuso della plastica di scarto per la produzione di “oggetti responsabili”, oltre al corretto smaltimento e differenziazione dei materiali riciclabili che possono tornare ad un ciclo di riutilizzo come materie prime seconde, che dovrebbero essere presto riconosciute legalmente.

riutilizzo della plastica

Il riferimento per il riutilizzo degli scarti di plastica è il progetto Precious Plastic, nato su scala locale in Olanda ma diventato presto una rete di maker dedicata all’upcycling. Precious Plastic ha prodotto una serie di progetti aperti, disponibili a chiunque, facilmente replicabili da fablab, scuole e centri educativi. Questa attività è strettamente legata alla diffusione della cultura della sostenibilità energetica e ambientale.

La sua natura open source e la scalabilità dei progetti proposti, lo rendono adatto anche ad attività didattiche. Il messaggio principale espresso dal progetto è il contrasto allo spreco, che va intercettato il più possibile nel suo percorso verso la discarica, recuperato, riutilizzato.

il nostro laboratorio

Il nostro laboratorio nasce a Oz Officine Zero, un’esperienza di cooperazione tra artigiani, designer, creativi e maker, che lavora a stretto contatto col territorio urbano, diffondendo una cultura e una pratica che guarda ad una vera sostenibilità, che evita gli sprechi, consapevole del valore dell’energia, dei materiali e del loro impatto ambientale. Nel nostro Fab-Lab le celle a litio vengono recuperate e classificate. La plastica raccolta viene tritata o acquistata da altri punti di raccolta della rete Precious Plastic.

Gli stampi delle scocche vengono realizzate da aziende del territorio. Un “oggetto responsabile” è il prodotto di una economia circolare fin dalla sua progettazione.